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Una fregata spagnola ha partecipato
alla guerra in Iraq
(PL) - La Fregata spagnola "Alvaro de Bazán" ha
partecipato a missioni di guerra tra il 10 settembre
e il 3 dicembre scorsi nel Golfo Persico, come parte
di un gruppo di combattimento di una portaerei
statunitense.
Il quotidiano El Mundo ha pubblicato questa notizia
nel quale rivela che la missione della nave più
moderna della flotta spagnola era dare appoggio
aereo e marittimo alle truppe in Iraq e garantire la
sicurezza delle piattaforme petrolifere.
Inoltre nella seconda settimana di novembre il
gruppo di combattimento della portaerei “Thodore
Roosvelt” aveva dato appoggio all’operazione Cortina
d’acciaio, durante la quale per cinque giorni sono
stati effettuati attacchi contro presunte cellule di
Al Qaeda alla frontiera tra la Siria e l’Iraq.
El Mundo precisa che questi dati provengono dalla
stessa Marina degli Stati Uniti attraverso il suo
Web ufficiale, con le foto che situano la fregata
spagnola nel Golfo Persico in date differenti.
Inoltre la Direzione delle Comunicazioni
dell’impresa Navantia - ex Izar - ha distribuito lo
scorso 12 dicembre una nota stampa con quattro foto
e un titolo: F -101 la prima nave straniera che
integra un gruppo di combattimento degli Stati
Uniti.
Una delle foto mostra la nave spagnola nel Golfo
Persico e corrisponde al giorno della fine della
missione. il 3 dicembre e le altre tre indicano che
la fregata, in accordo con quanto detto, era stata
in una missione di guerra con due conseguenze
immediate, la prima lavorativa, poiché l’equipaggio
della “Alvaro de Bazan” ha il diritto di ricevere un
aumento per i pericoli corsi.
La seconda di carattere politico è più grave, poiché
il governo avrebbe dovuto informare in tempo e
chiaramente il Congresso di questa missione di
guerra sotto la bandiera degli USA.
Lo scorso 4 maggio Bono aveva festeggiata nella base
nordamericana di Norfolk, in Virginia, l’ingresso
della Fregata nel gruppo di combattimento e aveva
annunciato che nei mesi seguenti la nave avrebbe
partecipato a manovre per il suo addestramento, ha
ricordato il quotidiano.
Dopo il 13 ottobre però, la versione ufficiale data
dal capo di stato maggiore dell’Armata, Sebastián
Zaragoza Soto, è che si trattava “di una missione
tecnica e dottrinale per cui la nave sarebbe stata
per tre mesi negli USA, poi nel Mediterraneo e
quindi nell’Oceno Indiano.
L’ammiraglio Zaragoza curiosamente aveva
sottolineato allora che “non era un’operazione
perchè altrimenti sarebbe dipesa dallo stato
maggiore... è una missione in uno scenario lontano,
è un viaggio prolungato, ma non si tratta di
un’operazione”.
Per ora non ci sono state reazioni all’articolo
pubblicato.
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