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E S T E R I

L'Avana. 27 Dicembre 2005

Una fregata spagnola ha partecipato
alla guerra in Iraq

(PL) - La Fregata spagnola "Alvaro de Bazán" ha partecipato a missioni di guerra tra il 10 settembre e il 3 dicembre scorsi nel Golfo Persico, come parte di un gruppo di combattimento di una portaerei  statunitense.

Il quotidiano El Mundo ha pubblicato questa notizia nel quale rivela che la missione della nave più moderna della flotta spagnola era dare appoggio aereo e marittimo alle truppe in Iraq e garantire la sicurezza delle piattaforme petrolifere.

Inoltre nella seconda settimana di novembre il gruppo di combattimento della portaerei “Thodore Roosvelt” aveva dato appoggio all’operazione Cortina d’acciaio, durante la quale per cinque giorni sono stati effettuati attacchi contro presunte cellule di Al Qaeda alla frontiera tra la Siria e l’Iraq.

El Mundo precisa che questi dati provengono dalla stessa Marina degli Stati Uniti attraverso il suo Web ufficiale, con le foto che situano la fregata spagnola nel Golfo Persico in date differenti.

Inoltre la Direzione delle Comunicazioni dell’impresa Navantia - ex Izar - ha distribuito lo scorso 12 dicembre una nota stampa con quattro foto e un titolo: F -101 la prima nave straniera che integra un gruppo di combattimento degli Stati Uniti.

Una delle foto mostra la nave spagnola nel Golfo Persico e corrisponde al giorno della fine della missione. il 3 dicembre e le altre tre indicano che la fregata, in accordo con quanto detto, era stata in una missione di guerra con due conseguenze immediate, la prima lavorativa, poiché l’equipaggio della “Alvaro de Bazan” ha il diritto di ricevere un aumento per i pericoli corsi. 

La seconda di carattere politico è più grave, poiché il governo avrebbe dovuto informare in tempo e chiaramente il Congresso di questa missione di guerra sotto la bandiera degli USA.

Lo scorso 4 maggio Bono aveva festeggiata nella base nordamericana di Norfolk, in Virginia, l’ingresso della Fregata nel gruppo di combattimento e aveva annunciato che nei mesi seguenti la nave avrebbe partecipato a manovre per il suo addestramento, ha ricordato il quotidiano.

Dopo il 13 ottobre però, la versione ufficiale data dal capo di stato maggiore dell’Armata, Sebastián Zaragoza Soto, è che si trattava “di una missione tecnica e dottrinale per cui la nave sarebbe stata per tre mesi negli USA, poi nel Mediterraneo e quindi nell’Oceno Indiano.

L’ammiraglio Zaragoza curiosamente aveva sottolineato allora che “non era un’operazione perchè altrimenti sarebbe dipesa dallo stato maggiore... è una missione in uno scenario lontano, è un viaggio prolungato, ma non si tratta di un’operazione”.

Per ora non ci sono state reazioni all’articolo pubblicato.

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