Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5      

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N A Z I O N A L I

L'Avana. 30 Dicembre 2003

60º anniversario del nichel
Presilla, l’uomo che ha salvato il nichel

Alexis Rojas Aguilera

Holguín – Demetrio Presilla López di 89 anni è storia viva nell’industria mineraria del nichel. Il suo successo è avvenuto negli anni ‘60 del XXº secolo, una vittoria magistrale del pensiero tecnico cubano al servizio della trionfante Rivoluzione, e conserva tutta la sua vitalità e freschezza.

Egli allora divenne come un gigante perchè permise un Girón della conoscenza davanti alla prepotenza e arroganza dell’impero e assunse il compito che gli diede il Comandante Ernesto Che Guevara e che lui accolse con molta semplicità, la sua virtù migliore.

Uomo di carattere retto, nobile e fedele alle proprie idee, dallo sguardo profondo, ha un alto senso della giustizia ed è un patriota.

Questa valutazione venne espressa dal ministro dell’industria che disse a Demetrio: “Lei si occupi di estrarre il nichel, io mi incarico di venderlo!”  

Il Che portò così, da allora e per sempre, quel valido e maturo ingegnere laureato in chimica nell’università Georgia Schoool Tecnology e che aveva detto di poter porre in funzione l’industria recentemente costruita a Moa.

Demetrio allora era già un tecnico capace nella nuova industria del nichel cubano e l’attuale Comandante René Ramo Latour che ha compiuto 60 anni. In questa fabbrica allora il vero problema era la soluzione di molti complessi problemi e in particolare quello dei pezzi di ricambio e di materiali diversi per continuare a lavorare.

Presilla, uno dei pochi tecnici esperti in questo settore restò nella zona di Holguín. Egli aveva vissuto sino al 1940 negli Stati Uniti ed ebbe molte opportunità di conoscere quello che era essere un immigrato latino, e non importava se la sua famiglia era ricca o povera,  suo padre spagnolo, la sua pelle bianca e i capelli lisci...

Quando scoppiò la guerra voluta dalla Germania nazista in Europa, Demetrio Presilla padre reclamò il rientro del figlio a Cuba che, nella sua Mayarì natale, non trovò lavoro e  si dedicò alla semina delle banane e a una tecnologia per estrarre olio e produrre liquidi per i freni, Il suo debutto in agricoltura cominciò nel 1942 con la costruzione dell’industria di Lengua de Pajaro.

Ci si trovava come un pesce nell’acqua; lavorò nell’industria situata nel municipio di Mayarí sino a quando trionfò la Rivoluzione. Gli piacque, anche se non aveva preoccupazioni politiche perchè tutto il suo talento era dedicato alla tecnica.

Egli però intuì  la nuova situazione con la semplicità e la modestia che lo distinguono e rifiutò l’idea di abbandonare il paese. Non essendo un uomo con ambizioni materiali ma di stampo scientifico, non si stupì di nulla e restò a Cuba con il popolo apportando il meglio di sè.

Il Che conoscendolo, lo scelse per affidargli il funzionamento di quella industria appena costituta dalla compagnia statunitense Bahia Minera de Moa, con una tecnologia modernissima per l’epoca e anche per il presente. Era un ruolo speciale. Si trattava della prima industria che funzionava con la lisciviazione acida a pressione, uno schema tecnologico inedito per ottenere un prodotto non raffinato conosciuto come zolfo di nichel con cobalto. In realtà una materia prima per una raffineria installata negli Stati Uniti. Tutta una storia!

L’industria aveva appena cominciato le prove di rodaggio per il funzionamento delle macchine. Nel gennaio della vittorie erano state fatte alcune prove con il minerale che diedero risultati positivi quello fu il momento scelto dai proprietari yankees nemici della giovane Rivoluzione per decidere di chiudere con la convinzione che mai i cubani avrebbero saputo mettere la fabbrica in funzione.

Valutavano poco il pensiero tecnico nazionale e avevano previsto di portare fuori dal paese la maggioranza dei documenti sulle nuovissime tecnologie avevano reclutato quasi tutti i tecnici cubani che lavoravano a Moa, pensavano il know how di quell’impianto sarebbe divenuto un mucchio di rottami.

Il 24 giugno del 1961 Demetrio Presilla e coloro che lo accompagnavano si incaricarono di evidenziare quell’errore di interpretazione da quel giorno i treni di lisciviazione dell’impresa Comandante Pedro Sotto Alba non hanno mai smesso di funzionare.
 

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