Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     

N U E S T R A   A M E R I C A

 L'Avana. 31 Ottobre 2014

 

Vogliamo che li cerchino vivi!

I familiari degli studenti della scuola di Ayotzinapa aggrediti 33 giorni fa a Iguala, stato di Guerrero, hanno contestato al presidente Enrique Peña Nieto il tardo intervento del suo governo nell’investigazione dei fatti e l’assenza di risultati per localizzare i 43 giovani scomparsi.

In una conferenza stampa hanno respinto le linee dell’investigazione messa a fuoco per vincolare gli studenti al crimine organizzato.

“Vogliamo che li cerchino vivi, non nelle fosse o nelle discariche”, hanno reclamato all’esecutivo federale.

Dopo cinque ore di riunione nella residenza ufficiale di Los Pinos,  con150 familiari dei giovani spariti, dei feriti e dei morti negli attacchi armati del 26 e del 27 settembre,  i genitori degli studenti hanno responsabilizzato Peña Nieto di qualsiasi rappresaglia che potranno soffrire per esigere verità e giustizia.

Nelle installazioni del  Centro dei Diritti Umani Agustín Pro Juárez (Centro Prodh), i familiari  delle vittime sono giunti accompagnati dagli avvocati difensori, tutti membri di organismi civili.

I genitori dei ragazzi scomparsi, tra i quali Melitón Ortega, Felipe Santiago de la Cruz, Epifanio Álvarez ed Emiliano Navarrete, hanno espresso la loro disperazione e la mancanza di fiducia nelle investigazioni realizzate dalla PGR, ed hanno segnalato che accetteranno solo i risultati del Gruppo Argentino d’Antropologia Forense.  (EAAF).

Di fronte alla scoperta delle fosse con corpi umani – le autorità hanno scartato che corrispondano ai loro figli – i genitori degli studenti hanno negato che questo li conforti e, al contrario, hanno chiesto a Peña Nieto di chi sono quei resti...

“Non ci conforta nemmeno la rinuncia del governatore Ángel Aguirre Rivero, nè che ci sia un ordine di cattura dell’ex sindaco di Iguala, José Luis Abarca. Quello che vogliamo è la presentazione con vita dei nostri figli e la punizione di tutte le autorità che sono intervenute nei fatti”, hanno detto.

Il direttore del Centro Prodh, Mario Patrón, e l’avvocato del Centro Tlachinollan, Vidulfo Rosales, hanno assicurato che nella riunione hanno reclamato che il presidente Peña Nieto solleciti la collaborazione degli esperti della Commissione  Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) per la localizzazione dei 43 giovani e assistenza per l’attenzione ai casi dei 30.000 scomparsi in Messico, in gran parte eredità della guerra contro il narco traffico dell’ex presidente Felipe Calderón.

David Flores Maldonado, rappresentante degli studenti e Melitón Ortega, a nome dei genitori, hanno annunciato l’intensificazione delle azioni di protesta nella prossima settimana e il rafforzamento dei vincoli  con i giovani di altre scuole del paese. (Traduzione GM - Granma Int.)
 

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