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Vogliamo che li cerchino vivi!
I familiari degli studenti della scuola di
Ayotzinapa aggrediti 33 giorni fa a Iguala,
stato di Guerrero, hanno contestato al
presidente Enrique Peña Nieto il tardo
intervento del suo governo nell’investigazione
dei fatti e l’assenza di risultati per
localizzare i 43 giovani scomparsi.
In una conferenza stampa hanno respinto le linee
dell’investigazione messa a fuoco per vincolare
gli studenti al crimine organizzato.
“Vogliamo che li cerchino vivi, non nelle fosse
o nelle discariche”, hanno reclamato
all’esecutivo federale.
Dopo cinque ore di riunione nella residenza
ufficiale di Los Pinos, con150 familiari dei
giovani spariti, dei feriti e dei morti negli
attacchi armati del 26 e del 27 settembre, i
genitori degli studenti hanno
responsabilizzato Peña Nieto di qualsiasi
rappresaglia che potranno soffrire per esigere
verità e giustizia.
Nelle installazioni del Centro dei Diritti
Umani Agustín Pro Juárez (Centro Prodh), i
familiari delle vittime sono giunti
accompagnati dagli avvocati difensori, tutti
membri di organismi civili.
I genitori dei ragazzi scomparsi, tra i quali
Melitón Ortega, Felipe Santiago de la Cruz,
Epifanio Álvarez ed Emiliano Navarrete, hanno
espresso la loro disperazione e la mancanza di
fiducia nelle investigazioni realizzate dalla
PGR, ed hanno segnalato che accetteranno solo i
risultati del Gruppo Argentino d’Antropologia
Forense. (EAAF).
Di fronte alla scoperta delle fosse con corpi
umani – le autorità hanno scartato che
corrispondano ai loro figli – i genitori degli
studenti hanno negato che questo li conforti e,
al contrario, hanno chiesto a Peña Nieto di chi
sono quei resti...
“Non ci conforta nemmeno la rinuncia del
governatore Ángel Aguirre Rivero, nè che ci sia
un ordine di cattura dell’ex sindaco di Iguala,
José Luis Abarca. Quello che vogliamo è la
presentazione con vita dei nostri figli e la
punizione di tutte le autorità che sono
intervenute nei fatti”, hanno detto.
Il direttore del Centro Prodh, Mario Patrón, e
l’avvocato del Centro Tlachinollan, Vidulfo
Rosales, hanno assicurato che nella riunione
hanno reclamato che il presidente Peña Nieto
solleciti la collaborazione degli esperti della
Commissione Interamericana dei Diritti
Umani (CIDH) per la localizzazione dei 43
giovani e assistenza per l’attenzione ai casi
dei 30.000 scomparsi in Messico, in gran parte
eredità della guerra contro il narco traffico
dell’ex presidente Felipe Calderón.
David Flores Maldonado, rappresentante degli
studenti e Melitón Ortega, a nome dei genitori,
hanno annunciato l’intensificazione delle azioni
di protesta nella prossima settimana e il
rafforzamento dei vincoli con i giovani di
altre scuole del paese. (Traduzione GM -
Granma Int.)
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