Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     

N U E S T R A   A M E R I C A

 L'Avana. 29 Ottobre 2014

 

La CELAC ha condannato il blocco degli Stati Uniti contro Cuba

Juan Carlos Mendoza, ambasciatore della Costa Rica, ha espresso un richiamo a nome della CELAC.

La Comunità degli Stati  Latinoamericani e Caraibici  (Celac) ha reiterato la sua condanna al blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba ed ha allarmato sulla recrudescenza  di questa  politica coercitiva, ha segnalato PL.

 "Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione sull’inasprimento della dimensione extra territoriale del blocco e sulla crescente persecuzione delle transazioni finanziarie di Cuba”, ha affermato a nome del gruppo il rappresentante della Costa Rica presso la ONU.

Poi ha ricordato che questa strategia iniziata nel 1959 è divenuta un sistema severo di misure unilaterali che si sono prolungate nel tempo ed hanno generato severe perdite economiche al popolo cubano.

Questo è contrario alla volontà politica  internazionale, come riflette la XXIII Risoluzione sulla necessità di porre  fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, ha assicurato ed ha ratificato la  preoccupazione della CELAC di fronte all’applicazione degli Stati Uniti,  membro della ONU, di leggi e disposizioni come la detta Legge Helms Burton, i cui effetti extra territoriali colpiscono la sovranità e gli interessi di Stati Entità o persone.

"Le misure unilaterali applicate come parte del blocco stanno danneggiando molte imprese che negoziano con Cuba in corrispondenza con il Diritto  Internazionale, includendo le norme stabilite dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC)", ha avvertito ed ha accennato alle restrizioni e alle multe contro compagnie internazionali e a nome del meccanismo regionale ha esortato ad interrompere la persecuzione alle transazioni cubane all’estero, bloccate dall’Ufficio di Controllo degli Attivi stranieri degli USA.

“Il blocco è contrario alla lettera e allo spirito, ai principi e ai propositi della Carta della ONU e del Diritto Internazionale, i cui postulati non devono essere oggetto di  disprezzo nè di violazione da parte di nessun membro”, ha dichiarato.

"La CELAC reitera i principi sacri della  Carta della ONU, di uguaglianza e sovranità degli Stati, il non intervento e la non ingerenza nei temi interni, la liberta di commercio e di navigazione e il principio di risoluzione pacifica delle controversie”, ha aggiunto.

Poi ha ricordato che dal 1992, ben 22 risoluzioni dell’organo più rappresentativo  e democratico della ONU, l’Assemblea Generale, di anno in anno hanno sollecitato la fine del blocco che è contrario a questi fondamenti.

Nel 78º periodo di sessioni di questo meccanismo è stata approvata la Risoluzione 68-8 con lo stesso titolo, con l’appoggio quasi unanime di 188 Stati membri della ONU.

La CELAC desidera ratificare il suo appoggio a quella che sarà la 23ª Risoluzione sulla necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario, imposto dagli Stati Uniti contro Cuba”, ha sottolineato ancora. (Traduzione GM - Granma Int.)  

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