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N U E S T R A   A M E R I C A

 L'Avana. 27 Ottobre 2014

 

Il genocidio contro Cuba deve finire

Il reclamo della Bolivia nella ONU.

Waldo Mendiluza

L’ambasciatore della Bolivia presso la  ONU, Sacha Llorenti, ha domandato la fine del blocco economico, commerciale e finanziario statunitense contro Cuba, una politica che ha definito “disumana e genocidi”.

“Si tratta di un reclamo globale, perchè non si può accettare questo meccanismo di pressione che vulnera il diritto universale e i principi della Carta delle Nazioni Unite”, ha dichiarato a Prensa Latina  a proposito della nuova votazione nell’Assemblea Generale contro l’assedio imposto da più di mezzo secolo.

Come ha indicato il diplomatico, domani martedì 28, l’Assemblea Generale dei 193 membri della ONU condannerà in forma decisiva l’unilateralità della sanzione mantenuta da dieci presidenti  nordamericani, alcuni con due  periodi nella Casa Bianca.

“La voce del mondo si ascolterà con chiarezza e la Bolivia sarà molto orgogliosa di intervenire nell’Assemblea in capacità nazionale e a nome del Gruppo dei 77 più la Cina, un gruppo di 134 Stati che presiede”, ha avvisato.

Il 28 ottobre, il principale organo delle  Nazioni Unite accoglierà per il 23º anno consecutivo un progetto di risoluzione sulla necessità di porre fine al blocco, iniziativa appoggiata nell’ottobre del 2013 da 188 governi con solamente tre astensioni e l’isolato voto contrario degli Stati Uniti e Israele.

Llorenti ha affermato che gli USA calpestano il multilateralismo con il loro blocco contro il popolo cubano che si è sempre caratterizzato come un esempio di solidarietà e dignità.

Martedì quindi l’Assemblea Generale non solo condannerà questo assedio criminale, ma ringrazierà l’Isola per la sua enorme solidarietà.

L’ambasciatore boliviano inoltre ha considerato che il blocco prolungato costituisce una chiara mostra dell’urgenza di trasformare la ONU, per far sì che uno o due paesi smettano di continuare ad ignorare il reclamo mondiale.

“Vediamo con questo caso che le Nazioni Unite necessitano di una rivoluzione, più che di una riforma, incamminata al rispetto di principi come l’uguaglianza sovrana degli Stati e la non ingerenza nei temi interni degli stessi”, ha detto ancora Llorenti. (Traduzione GM- Granma Int.)
 

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