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E S T E R I

 L'Avana. 9 Ottobre 2014

   

La presenza dell’Ebola si estende
nel mondo

Il primo paziente di Ebola diagnosticato negli Stati Uniti, il cittadino  liberiano Thomas Eric Duncan, è morto ieri, mercoledì 8, ha informato un portavoce dell’ ospedale del Texas dov’era ricoverato.

Duncan è stato contagiato dal virus in Liberia, ma ha cominciato a sentire i sintomi in territorio statunitense.  Dopo la diagnosi è stato isolato in un ospedale della città di Dallas, ha detto il dottor David Lakey, incaricato del Dipartimento dei Servizi di Salute statali del Texas.

Prima della morte di Duncan, il governo degli USA ha annunciato nuovi procedimenti di sicurezza nei punti d’entrata nel paese per controllare i viaggiatori con i sintomi del virus.

I passeggeri provenienti dalla Liberia, la Sierra Leone e la Guinea dovranno farsi misurare la temperatura e riempire un questionario negli aeroporti degli USA.

Oltre a Duncan, altri tre lavoratori di aiuti statunitensi e un reporter grafico della stessa nazionalità sono stati contagiati dal virus in Liberia.

Il primo caso di contagio al di fuori del continente africano, confermato in Spagna, è quello di un’infermiera che ha assistito una vittima della malattia a Madrid ed ha preso il virus.

Sino ad ora due persone contagiate in Africa  sono morte in Spagna, per l’Ebola.

L’infermiera Teresa Romero, ricoverata in un ospedale di  Madrid, forse è stata contagiata toccandosi il  viso con i guanti o la tuta di protezione, mentre assisteva un sacerdote morto per la malattia, ha informato  Reuters.

Anche se la Romero è l’unico caso confermato in Spagna, più di 50 persone che forse hanno avuto contatti con il virus, sono attualmente in vigilanza, includendo personale sanitario, hanno detto i funzionari europei.

Durante una sessione di controllo nel Congresso dei  Deputati, il presidente del Governo spagnolo, Mariano Rajoy, ha chiesto  tranquillità alla popolazione e fiducia nei professionisti della sanità.

La direttrice della  OMS in Europa, Zsuz­san­na Jakab, ha detto  in un’intervista a Reuters che  era inevitabile apparissero casi nella regione per i frequenti viaggi tra l’Europa e i paesi più colpiti dell’Africa.

I dati apportati dalla OMS riportano che il numero delle persone contagiate  è cresciuto a 8.033, con 3.879 morti dall’inizio dell’epidemia nel marzo scorso.

Nel rapporto sul piano di risposta di fronte all’Ebola, pubblicato due volte la settimana dalla OMS, si avverte che la tendenza a un aggravamento della situazione continua e la situazione in Guinea, Liberia e Sierra Leone continua a deteriorasi con una trasmissione vasta e persistente del virus.

Senza dubbio il rischio d’una propagazione è inevitabile,  estremamente basso, anche se i paesi europei sono tra i meglio preparati del mondo per rispondere alle febbri emorragiche virali, come nel caso dell’Ebola. (Traduzione GM – Granma Int.)
 

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