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E S T E R I

 L'Avana. 6 Ottobre 2014

   

Ordinata la diffusione dei video del carcere di  Guantánamo

La decisione della giudice Gladys  Kessler, della Corte del Distretto di Columbia, ha ignorato gli allegati del Governo che sostengono che “rendere pubblici questi video metterebbe in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

La giudice statunitense Gladys Kessler, della Corte del Distretto di Columbia, ha ordinato la diffusione di 28 video in cui si vede l’alimentazione forzata dei prigionieri arabi in sciopero della fame , ha informato il The New York Times.

La decisione della giudice va contro le ragioni del governo che sostiene che diffondere questi video potrebbe mettere in pericolo la sicurezza nazionale degli USA, ha informato Prensa Latina.

In una dichiarazione di 28 pagine, la  Kessler ha citato il Primo Emendamento della Costituzione degli USA che annulla gli argomenti del Governo, che vuole mantenere i video segreti.

Secondo la giudice la maggioranza delle spiegazioni del Governo per proibire la diffusione dei video sono “inaccettabili e vaghe, speculative, carenti di specificità o semplicemente inverosimili”, segnala il giornale.

La Kessler ha emesso la sentenza il giorno dopo l’adozione della decisione di mantenere aperta al pubblico un’udienza di prove prevista per la prossima settimana sui procedimenti  per l’alimentazione forzata nel carcere militare della Base militare di Guantánamo, situata nel territorio occupato in Cuba, contro la volontà del suo popolo.

La disputa per l’alimentazione forzata dei prigionieri reclusi nella base è cominciata all’ inizio del 2013, quando i reclusi protestarono con lo  sciopero della fame per le misure di  repressione e per la violazione dei loro diritti umani più elementari.

Il The New York Times ha ricordato che gli USA mantengono nella Base Navale di Guantánamo 149 uomini in condizione di prigionieri di guerra e che la maggioranza è reclusa da più di dieci anni, senza la realizzazione di un processo.

Tra i detenuti c’è Ahmed Mustafa Diyab, un siriano detenuto senza processo da 12 anni alimento a  forza dai militari, che usavano metodi  volutamente dolorosi per dare cibo ai reclusi  e detenere la protesta.

Gli avvocati di Diyab si sono mostrati molto soddisfatti per la decisione di diffondere i video, cosa che permetterà al pubblico di vedere  gli abusi a cui sono sottoposti questi detenuti che fanno un pacifico sciopero della fame. Quando la verità uscirà alla luce crediamo che queste terribili pratiche giungeranno alla fine,  è stato aggiunto. (JR/ Traduzione GM – Granma Int.)
 

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