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E S T E R I

 L'Avana. 3 Novembre 2014

   

Il The New York Times chiede uno scambio di prigionieri tra Cuba e gli USA

Miguel Fernández Martínez

Il quotidiano The New York Times ha chiesto  al presidente Barack Obama di scambiare lo statunitense Alan Gross, detenuto in Cuba per azioni di spionaggio, con i tre cubani antiterroristi ingiustamente reclusi negli Stati Uniti dal 1998.

In un editoriale pubblicato ieri domenica 2 novembre, intitolato “A Prisoner Swap With Cuba” (uno scambio di prigionieri con Cuba), il quotidiano di New York  riconosce che Alan Gross, il cittadino statunitense che è stato condannato a 15 anni di carcere, fu arrestato a L’Avana come conseguenza di una strategia irresponsabile  del governo degli USA, che deve trovare una soluzione.

Gli editorialisti del The New York Times considerano che Washington e L’Avana devono valutare il caso di Gross e dei cubani Gerardo Hernández, Antonio Guerrero e Ramón Labañino, per dare i primi passi verso una normalizzazione della relazione tra i due paesi.

Uno scambio potrebbe aprire il cammino per riannodare i vincoli diplomatici e questo permetterebbe agli Stati Uniti d’avere maggiori opportunità di fomentare scambi positivi nell’Isola, con l’espansione del commercio, del turismo e un maggior contatto tra cubani e nordamericani, sottolinea il giornale.

Al contrario, aggiunge continuerà l’inimicizia che regna da più di 50 anni e continuerà così un ciclo di sfiducia tra i due lati.

L’editoriale ammette che Gross andò a L’Avana cinque volte nel 2009, sotto la direzione del Development Alternatives Inc., che aveva un contratto con l’agenzia per lo sviluppo internazionale degli USA (USAID) e  fingendo d’essere un turista, trasportava furtivamente strumenti di comunicazione.

Secondo il  The New York Times, i funzionari nordamericani hanno concluso che per ottenere la liberazione di Gross è necessario rimpatriare i tre cubani che furono condannati in un processo federale a Miami, nel 2001.

Per effettuare lo scambio – segnala l’editoriale -, il Presidente Obama dovrebbe sospendere il resto della condanna dei rei cubani.

Questa azione si giustificherebbe se si considerano il lungo periodo di detenzione, le critica valide che sono sorte rispetto l’integrità del processo giudiziario affrontato e i possibili benefici che uno scambio potrebbe rappresentare per realizzare un avvicinamento bilaterale, aggiunge.

Il The New York Times risalta anche le incongruenza nel processo contro i Cinque cubani arrestati negli Stati Uniti il 12 settembre del 1998, condannati a lunghe e ingiuste detenzioni, che sono noti internazionalmente come i Cinque. Due di loro sono già a Cuba dopo aver terminato le loro condanne.

Un gruppo di tre giudici del processo d’appello del 11º Distretto aveva revocato le sentenze nell’agosto del 2005, determinando  che un congiunto di fattori avevano impedito un processo giusto per gli accusati.

Secondo l’editoriale di ieri, domenica 2 novembre, i giudici avevano stabilito che per via dell’enorme ostilità contro il governo cubano a Miami e di una copertura giornalistica imparziale che portava vilipendio agli accusati, la giuria non poteva essere imparziale.

Il NYT cita la giudice  Phyllis Kravitch che sostenne che l’accusa di cospirazione per commettere assassinio imputata a Gerardo Hernández non aveva fondamenta dato che  lo hanno  vincolato all’abbattimento di due aerei pirata provenienti da Miami, abbattuti dopo la violazione dello spazio aereo cubano, nel 1996.

I pubblici ministeri non hanno stabilito che  Hernández aveva mandato a L’Avana informazioni sui voli, ma non aveva mai accordato con le autorità dell’Isola che gli aerei dovevano essere abbattuti.

Entità indipendenti, segnala ancora, includendo un gruppo delle Nazioni Unite che valuta le detenzioni arbitrarie e altri organismo non governativi hanno criticato il processo contro i Cinque cubani.

L’editoriale sottolinea che se Alan Gross,  che ha minacciato il suicidio, muore mentre è detenuto, la possibilità di stabilire una relazione più sana con Cuna sparirà per diversi anni.

Obama deve riconoscere che questo si può evitare interamente, ma che si deve agire rapidamente, conclude. ( Traduzione GM – Granma Int.)
 

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