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E S T E R I

 L'Avana. 21 Gennaio 2015

   

Obama ha chiesto  al Congresso di porre fine al blocco

Il presidente degli Stati Uniti ha parlato anche della necessità di chiudere il carcere di Guantánamo.

Granma -

Il presidente statunitense Barack Obama ha chiesto  al Congresso di cominciare a lavorare quest’anno per “porre fine all’embargo”, la forma in cui chiama il blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba da più di mezzo secolo.

“Stiamo ponendo fine ad una politica che doveva terminare da tempo. Quando uno fa qualcosa che non funziona per 50 anni, è l’ora di provare qualcosa di nuovo”, ha detto Obama, pronunciando nella notte di ieri, martedì 20, il suo discorso sullo Stato dell’Unione, di fronte alle due Camere del Congresso. 

“Quest’anno il Congresso deve iniziare il lavoro di porre fine all’embargo”, ha aggiunto  inoltre. Il presidente ha detto che: “Il nostro cambio di politica verso Cuba ha il potenziale per far terminare un legato di sfiducia nel nostro emisfero”.

Per questo processo ha citato le parole del Papa Francesco che ha detto che “la diplomazia è il lavoro dei piccoli passi”.

Obama ha fatto un riferimento alla necessità di chiudere il carcere di Guantánamo.

“Da quando sono presidente, abbiamo lavorato con responsabilità per ridurre la popolazione di Guantánamo alla metà. Ora è il momento di terminare il lavoro e non tralascerò la mia determinazione di chiudere la prigione”, ha spiegato.

A proposito della politica estera, ha detto di credere in un tipo di guida intelligente per gli USA, nella quale si combinino il potere militare con una diplomazia forte, ed ha aggiunto che va difeso il principio che le nazioni grandi non possono intimidire quelle piccole.

Obama ha poi reiterato che il suo paese si riserva il diritto d’agire unilateralmente come ha fatto senza smettere da quando ha assunto l’incarico, con l’obiettivo d’eliminare i terroristi che rappresentano una minaccia diretta per gli Stati Uniti e i loro alleati.

Obama, che ha iniziato il suo discorso celebrando le conquiste di questi anni, ha assicurato che l’ombra della crisi è passata e che lo Stato dell’Unione è forte in questo momento, con un’economia in crescita, una diminuzione dei deficit, un’industria super attiva e una produzione energetica in auge

Citando esempi, ha ricordato al Congresso che il tasso dell’aumento dei prezzi per l’ assistenza medica è il più basso degli ultimi 50 anni e che solo nell’ultimo anno dieci milioni di cittadini hanno  acquisito un’assicurazione sanitaria grazie alla riforme sanitaria del 2010.

“Il paese si lascia indietro 15 anni di guerre, terrorismo e recessione”, ha riferito e poi ha detto che l’economia della classe media significa aiutare le famiglie dei lavoratori a sentirsi più sicure in un mondo di cambi costanti, attraverso la riduzione delle imposte ai lavoratori e il recupero di migliaia di dollari nelle loro tasche ogni anno.

In questo senso ha presentato una proposta per incrementare la spesa federale al di sopra della Legge di Controllo del Bilancio, ed ha segnalato che ora dipenderà dagli Stati Uniti decidere come saranno i prossimi 15 anni, se accetteranno un’economia che apporti benefici solo ad alcuni o una che crea opportunità ed entrate per tutti quelli che si sforzano.

Obama ha segnalato che si può invertire il corso della perdita di post di lavoro verso l’estero e ha detto che in cinque anni si creeranno 11 milioni di posti di lavoro nel paese.

A proposito del settore energetico, ha puntualizzato che è possibile ridurre la dipendenza dal petrolio straniero e ha detto che il paese è oggi il primo produttore di idrocarburi ed è leder della generazione eolica.

“Il cambio climatico fa pensare a rischi immediati per la sicurezza nazionale e per questo negli ultimi sei anni abbiamo agito più che mai per combatterlo”, ha affermato, ed ha sottolineato che è possibile migliorare il sistema e l’educazione e preparare i bambini per un mondo più competitivo.

“Nel  XXI secolo l’economia ricompensa la conoscenza come mai prima, e dobbiamo fare di più” ha dichiarato ancora.

In questo contesto, Obama ha promesso di far fronte alle manovre repubblicane contro la sua agenda di governo, soprattutto contro le iniziative sull’immigrazione  e sul programma di salute noto come Obamacare, ed ha aggiunto che invierà al Congresso un bilancio pieno di idee pratiche e non politiche.

Poi ha risaltato che una politica migliore non necessita che i democratici abbandonino il loro programma politico, nè che i repubblicani semplicemente debbano accettare quello del presidente a braccia aperte.

Terminando Obama ha riconosciuto che lui non deve realizzare nessuna campagna politica.

“Il mio solo programma è quello che ho svolto dal primo giorno in cu ho prestato giuramento sui gradini di questo Capitolio: fare quello che credo sia migliore per gli Stati Uniti”.

Per  fare la promozione delle sue proposte nel discorso dello Stato dell’Unione, il presidente ora realizzerà un giro che comincerà nell’Università di Boise (in Idaho),  proseguirà nell’ Università del  Kansas, a Lawrence e continuerà per altre regioni del paese. (Traduzione GM -Granma Int.)
 

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