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E S T E R I

 L'Avana. 14 Novembre 2014

   

La lettera di un cubano che combatte l’Ebola in Guinea
• Dedicata a tutti i cubani che compiono missioni internazionaliste

Questa è una lettera di un collaboratore della Brigata Medica cubana in Guinea Conakry contro l’Ebola, per il  popolo di Cuba.

Dall’Africa hanno chiesto al mondo la collaborazione per fermare un nemico invisibile. È l’Ebola che senza pietà, senza che gli importi il sesso, l’età o la razza, uccide tutti quelli che incontra al suo passaggio.

Molti si sono spaventati, altri non hanno parlato. Conosciamo alcuni, come direbbe Martí, che aspettano a braccia conserte che passi la tormenta,  e i milionari hanno fatto gli indifferenti...

Senza badare all’importanza della minaccia, poche ore dopo quel  richiamo, il nostro governo, umano e internazionalista ha annunciato al mondo intero che una brigata di camici bianchi era pronta per andare a combattere questo flagello che è l’Ebola.

Non pochi hanno fatto il passo avanti e il nostro esempio si è  imposto anche all’impero poderoso e ai suoi seguaci, che hanno capito che l’Ebola è una minaccia per l’umanità.

Oggi con orgoglio siamo già in questa battaglia, mettendo il nostro coraggio, il nostro altruismo e la nostra semplicità, senza dimenticare nostro fratello Jorge, deceduto al nostro arrivo,  ammirandolo per la sua dedizione e la buona volontà nel lavoro.

Sono stati momenti amari che con l’appoggio da Cuba del nostro Governo Rivoluzionario, del nostro Partito Comunista, del ministero di Salute pubblica, della direzione della Brigata medica e l’aiuto incondizionato della nostra ambasciatrice, Maité Rivero Torres, che ha aperto le porte, oltre che il suo cuore, facendo sì  che non mancasse niente, ci hanno unito  per crescere e continuare con il nostro dovere di salvare vite umane in questa terra africana, assieme a coloro che ci guidano.

Il nostro popolo, la famiglia  e la Rivoluzione, quando saranno passati alcuni mesi, capiranno che questa sarà la nostra Moncada, la nostra Sierra,  la nostra Girón.

A loro, al nostro Comandante in Capo, Fidel Castro Ruz, e a Raúl, chiediamo di aspettarci ai piedi della scaletta dell’aereo, perchè questa brigata di titani ritornerà alla Patria con la missione compiuta.

José Eduardo Díaz Gómez

(pagina Facebook della Brigata Medica di Cuba in Guinea Conakri/ Traduzione GM – Granma Int.)
 

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