Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     

C U L T U R A

  L'Avana. 7 Ottobre 2014

   

Non erano piume al vento
• La soprano italiana Anna Aurigien è stata la protagonista
di una delle serate pù gradite dal pubblico e dai musicisti, nel VI
Festival Leo Brouwer

Pedro de la Hoz

No so se Verdi pensava come il protagonista del suo Rigoletto, che “la donna è mobile qual piuma al vento…”. Di sicuro molto prima che il maestro dell’opera verista conquistasse la scena lirica musicale, l’Italia aveva dato al mondo donne compositrici di notevole merito, per niente volatili o superficiali, come quelle che scrissero le partiture interpretate in una delle serate più gradite del VI Festival Leo Brouwer di Musica da Camera.

La protagonista della giornata à stata il soprano italiana Anna Aurigi, con un elenco con  due formazioni vocali cubane, Luna, con la direzione di  Wilmia Verrier, e Audinos, diretta da Maykel Iglesias. In Luna cantano solo ragazze e in Audinos solo ragazzi e i due gruppi  hanno offerto un esercizio professionale molto preparato in stile  e proiezione Dall’Italia è venuto anche Giovanni Bellini, per suonare la tiorba (della famiglia del liuto) che ha completato il gruppo con la versatile  Anolan González con la viola da gamba.

Specialista nell’arte vocale del Barocco italiano, minuziosa nel montaggio e la trasmissione di questo repertorio, la Aurigi è un’interprete fedele alla partitura ed anche a sè stessa, con un impegno di sincerità,  sensibilità e coraggio intellettuale; una di quelle donne che hanno rotto  gli stampi del loro tempo.

Prima lei e poi  Ensemble Luna hanno presentato madrigali di Maddalena Casulana (1544–1590), la prima donna della storia musicale dell’Europa occidentale, famosa per la sua opera.

Audinos, oltre a due brani della Casulana, ha interpretato “Ghirlanda di madrigali”, a quattro voci, di Vittoria Aleotti (1575-1640?), tutta un mistero, perchè non si sa se entrando in convento cambiò il suo nome in Raffaella ed ora ci sono due collezioni firmate con una o l’altra identità.

La Aurigi ha incluso solo due pezzi di  Francesca Caccini (1587–1641), le canzoni “O vive rose” e “Ché si può fare”.

Suo padre Giulio Caccini fu un personaggio nella vita culturale fiorentina e coinvolse la ragazza come cantante nell’accompagnamento musicale delle nozze di Enrico IV e Maria de Medici nel 1600.

Forse è stata la prima donna che ha scritto opere e almeno “La liberazione di Ruggero dall’Isola di Alcina (1625),  si registra come uno dei successi più acclamati nella corte dei Medici.

Il piatto forte della serata della Aurigi, con la partecipazione dei cantanti cubani e il basso continuo di Anolan González in “Gli amanti falliti”,  è stata Barbara Strozzi (1619–1677). Si dice che suo padre, poeta e avvocato, la adottò anche se era davvero sua figlia. Alla bellezza fisica sommava un talento coltivato e, soprattutto, il suo modo d’essere spregiudicata e intensa, come la sua musica, con inflessioni liriche e audaci giri melodici, pienamente assunti dalla Aurigi, e accenti ironici.

È stato però paradossale che questa atmosfera emancipatrice sia stata accompagnata nel palcoscenico del Teatro Martì dalle modelle della firma italiana Bellissima, che hanno presentato collezioni di moda.

La Strozzi liberata di fronte ad un’offerta frivola e banale!

Cose del patrocinio. ma non voglio pensare che questo dev’essere così!

Sostenere un festival con figure di prima linea che ci arricchiscono costa, ma attenzione alle concessioni.

Come contropartita l’ambiente prima del concerto ha visto un’allegra  mascherata  con il fisarmonicista  Marco lo Russo nei giardini  del Martí, in piena vocazione virtuosa. (Traduzione GM - Granma Int.)
 

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