Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     

C U L T U R A

  L'Avana. 7 Novembre 2014

   

Se Gramsci va alla Sapienza…

Seminario Internazionale “Percorsi gramsciani in America latina”.
 
“Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell'esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all'intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l'uomo. E quando, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità”. Bertolt Brecht “Tutto è politica, anche la filosofia o le filosofie, e la sola «filosofia» è la storia in atto,  cioè la vita stessa”. (A. Gramsci, Quaderno 7, Volume 2, pag. 886)
 
Si è tenuta ieri, nella affollata sala del Senato Accademico presso il
Rettorato dell’Università di Roma “Sapienza”, la presentazione del libro di Jorge Giordani  “ Gramsci dall’Italia al Venezuela – Camminando nel Socialismo possibile, dall’ALBA di Nuestra America all’ALBA Mediterranea”.
Alla presentazione hanno tenuto un loro intervento, oltre ovviamente i curatori del libro il prof. Luciano Vasapollo e la dott.ssa Rita Martufi, il Rettore Eugenio Gaudio, il Direttore del CEMAS Antonello Biagini, l’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela Julian Isaias Rodriguez Diaz, l’Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, Rodney Alejandro López Clemente, Mabel Cristina Thwaites Rey direttrice del Centro Studi sull’America Latina e Caraibi dell’Università di Buenos Aires, ed hanno partecipato docenti , studenti, dottorandi intellettuali militanti in vari movimenti di base..
Ad aprire l’incontro è stato proprio il Rettore Eugenio Gaudio, da
pochissimi giorni insediatosi alla conduzione della “Sapienza”, che con il suo intervento ha voluto sottolineare l’importanza di discutere all’interno dell’Università di un intellettuale italiano così importante.
E’ seguito poi il contributo de Prorettore Antonello Biagini, che ha tracciato le caratteristiche ancora molto attuali della figura politica, filosofica e intellettuale di Gramsci.
Ma gli interventi che maggiormente sono entrati nei contenuti del libro e sopratutto sull’attualità E necessità del pensiero guida  gramsciano, sono stati, in ordine, quelli del prof. Luciano Vasapollo, da poco nominato Direttore del neonato Centro Studi sull’America Latina e i Caraibi della Università di Roma “Sapienza”, dell’Ambasciatore del Venezuela e della prof.ssa Mabel Cristina Thwaites Rey.
Luciano Vasapollo, nel suo intervento, ha iniziato presentando l’autore Jorge Giordani, peraltro già conosciuto non soltanto ai militanti e attivisti politici e sociali italiani ma anche in ambito universitario, visto che in passato, anche recente, ha avuto modo di svolgere varie
conferenze proprio all’interno dell’Università di Roma. Un militante
marxista, intellettuale arguto e brillante, Ministro della Pianificazione
Economica, fino a pochi mesi fa, del Governo bolivariano del Venezuela, instancabile collaboratore del Presidente Hugo Chavez fin dalla prima ora, amico e compagno di viaggio dalle innumerevoli, profonde e incontestabili doti umane e politiche.
Ma l’intervento del prof. Vasapollo,- come anche quello dell’Ambasciatore del Venezuela e della professoressa argentina, si è caratterizzato sopratutto, - è questo è stato “cuore” del suo intervento come quello di tutto l’incontro, sull’attualità del pensiero di Gramsci nei processi di trasformazione in atto nei Paesi dell’ALBA e in tutta l’America Latina, e come ciò dovrebbe essere anche da monito e da insegnamento per una sinistra europea, anche quella culturalmente e politicamente apparentemente più radicale  affetta dal male incurabile dell’eurocentrismo, che sempre più spesso diventa forma più o meno velata di razzismo culturale e di
autoreferenzialità e protagonismo di maniera  che crea danni immensi nella formazione dei nostri giovani.
Infatti, oggi in America Latina e nei Caraibi le popolazioni lottano per
quegli stessi ideali che condivideva Gramsci, per quella Patria Grande, Nuestra America, Maiuscola America, per cui molti diedero la vita, da Josè Martì a Simon Bolivar, da Ezequiel Zamora a Ernesto Guevara, a Hugo Chavez.
Attualmente, questa parte di continente americano sta sperimentando nuove ondate di fermento politico e culturale progressista e di democrazie
rivoluzionarie partecipative, nel bel mezzo di una crisi mondiale della
logica del capitale, sia essa economica sia essa etico-valoriale, cioè una
vera e propria crisi di civiltà.
E allora il pensiero, la teoria, la prassi di Gramsci, a distanza ormai di
quasi cento anni, trova tutta la sua contemporaneità nella costruzione del Socialismo nel e per il XXI secolo. L’intellettuale organico,
l’intellettuale collettivo, i tre fronti della lotta di classe, il blocco
sociale e il blocco storico, il Moderno Principe, le questione
dell’egemonia, la questione meridionale intesa non solo come sud d’Italia ma come “Sud del Mondo”. Sono tutti  argomenti che gli intellettuali organici e i militanti  delle democrazie popolari partecipative e rivoluzionari
latinoamericani si stanno ponendo oggi nello straordinario processo di
trasformazione politico e sociale di quel continente che diffonde nel mondo la cultura della solidarietà, della complementarietà , dell’autodeterminazione dei popoli ,come proprio la settimana scorsa ha più volte sottolineato il Presidente Evo Morales nella sua visita e lezione magistrale ospite graditissimo e applauditissimo dell’Università Sapienza .
Ma il ragionamento di Vasapollo non si è limitato solo a questo, ha voluto infatti, come avviene nel libro di Giordani così come in Il risveglio dei
maiali (Jaca Book, 2011 e nuova edizione 2012), il libro/manifesto scritto da L. Vasapollo, R. Martufi e J. Arriola, rendere un parallelismo tra l’ALBA latinoamericana e la costruzione di un’ALBA euro-afro-mediterranea.
Quello che si osserva nel continente europeo, è la scomparsa delle culture dell’alternativa e della trasformazione e l'attecchimento sempre più forte del pensiero unico neoliberista con qualche sfumatura di differenze di facciata ,che ricade fortemente nella cultura e nei programmi didattici
universitari che si propongono agli studenti  sia in Italia che nel resto
dei paesi.
Di conseguenza, lo Stato Sociale, la gratuità e alta qualità dell’istruzione , della sanità , della ricerca e le grandi conquiste democratiche dei decenni passati  del movimento dei lavoratori e degli studenti e docenti diventano un reperto archeologico che soccombono di fronte ai dettami culturali e ideologici dei grandi capitali transnazionali. Alla costruzione democratica partecipativa di una società dei saperi come beni collettivi si contrappongono le leggi drastiche dell’economia con i dettami al solo fine di profitto voluti dal sistema della  compatibilità  economica dell’Unione Europea,  o ai diktat della Troika. Quello che questo sta generando sono sempre più alti indici di povertà, disoccupazione, precarietà, che sviluppano grandi disuguaglianze sociali, come avviene ormai non solo  nei paesi cosiddetti sottosviluppati ma anche nei paesi a capitalismo maturo.
Di tutto questo si è parlato all’incontro di ieri alla “Sapienza”, Università tra le più antiche , prestigiose e grandi d’Europa. Senza nulla togliere ai Professori e Ricercatori che nei loro corsi insegnano Gramsci come filosofo, intellettuale italiano, personaggio storico, quella di ieri è
stata tutt’altra cosa ascoltare la profondità e la passione degli interventi del prof. Vasapollo, dell’Ambasciatore del Venezuela e della professoressa argentina Mabel.
Il libro di Giordani è stato l’ottimo spunto per tutti gli interventi nel ridare vita attuale rivoluzionaria al Gramsci  intellettuale comunista,
marxista in tutte le scelte della sua dannata esistenza, e alla contemporaneità del suo pensiero, del suo insegnamento, nella costruzione di una teoria e prassi politica di oggi e per l’oggi nella sua filosofia della prassi.
Grande insegnamento di cultura di massa e per le masse , di cultura di popolo e dei popoli, e forti stimoli al pensare e agire sono venuti da
questo attento e pungente seminario internazionale all’Università Sapienza .
E noi riflettiamo non senza gravi preoccupazioni se invece consideriamo l’agire e le prospettive asfittiche della sinistra europea e italiana, compresa quella che discende dal dissolvimento e dalla sconfitta della cosiddetta “sinistra radicale” ,e sempre più dipendente dal Partito Democratico,  che si appiattisce su tentativi di soluzioni di improbabile riformabilità dell’Unione Europea, proposte economiciste e di subalternià ad una idea di società e di cultura che la storia sta sconfiggendo , come dimostrano le alternative di sistema realizzate dai paesi dell’ALBA o dalle proposte multicentriche e pluripolari provenienti dai BRICS. E anche parte della sinistra rivoluzionaria noi pensiamo che abbia rinunciato definitivamente al pensiero forte per la riscossa dei deboli, poiché non riesce a comprendere , o non vuole praticare, fino in fondo la necessità della ripresa e messa in pratica, oggi, del pensiero di Gramsci e della rottura rivoluzionaria, internazionalista ed antimperialista con l’Unione Europea, come la proposta politica e culturale , ma sempre e  tutta politica, che la costruzione di un’ALBA euro-afro-mediterranea contiene.
E se questa sferzante provocazione e rimessa al centro del dibattito della necessità della rottura rivoluzionaria come atto di amore di profonda appartenenza alla teoria e alla  pratica politico culturale di  Gramsci avviene all’Università Sapienza, nell’Italia al tempo di Renzi, nell’Europa al tempo dell’Unione Europea, della BCE, del Fondo Monetario Internazionale, questo ha un valore politico e culturale  assolutamente non trascurabile, e ci fa ben sperare- come ha ricordato il prof. Vasapollo a chiusura della sua relazione con una frase di Gramsci- che  non è più rimandabile:
Uscire dal fosso e buttar via il rospo dal cuore.
Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità.
Centro Studi Cestes-Proteo.
 

 

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