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C U L T U R A

  L'Avana. 5 Settembre  2014

   

Carlos Juan Finlay 133 anni dopo
la sua enorme scoperta

Uno degli avvenimenti più importanti nella storia della scienza cubana, scritto per i posteri il 14 agosto del 1881, è stata la scoperta della trasmissione delle malattie infettive trasmesse dagli insetti che succhiano il sangue.

Esposta allora dal medico Carlos J. Finlay nella Reale Accademia delle Scienze  Mediche, Fisiche e Naturali de L’Avana, la rivelazione segnò il prima e il dopo delle investigazioni sull’agente che trasmette la febbre gialla,  anche se con grande sfortuna per lo scopritore e la scienza mondiale, il merito fu attribuito inizialmente al medico nordamericano Walter Reed e alla Commissione Militare Americana che guidava e che operò in Cuba durante il primo governo d’intervento statunitense.

E fu così sino all’approvazione unanime della mozione presentata dalla delegazione cubana nel X Congresso Internazionale di Storia della Medicina nel 1935 a Madrid, dove si riconobbe che Finlay era stato il primo a trattare scientificamente il principio della trasmissione provocata dalla zanzara  Aedes aegypti.

In quell’incontro inoltre fu stabilito che l’esperto dell’Isola era stato l’iniziatore dello stabilimento di misure igieniche per la prevenzione della febbre gialla e si chiarì lo straordinario ruolo svolto grazie alla sua dottrina nel risanamento dell’opera del canale di Panama, durante la sua costruzione alla fine del XIX secolo.

Il grande apporto del suo genio alla medicina internazionale permise di scoprire la forma di propagazione e controllo della malattia che costituiva la più terribile plaga epidemiologica dell’epoca in Cuba.

A 133 anni da quei fatti, Cuba oggi mostra indiscutibili capacità in materia di controllo e di eliminazione dei vettori e questa malattia non è più una preoccupazione per la medicina nazionale.

Il sistema di salute cubano destina forti quantità di risorse per mantenere, controllare  e impedire che la Aedes aegypti, che trasmette il dengue, colpisca con forza la popolazione.

Per evitare la sua  proliferazione, lo Stato dispone di un sistema di prevenzione e controllo in ogni luogo di rischio.

Nell’Isola ci sono centri d’investigazione, installazioni ospedaliere e medico-scientifiche che dedicano i massimi sforzi alla diagnosi e all’assistenza dei pochi casi importati che possono essere portatori di questa malattia.

Anche se la data dell’importante scoperta del dottor  Carlos Juan Finlay è lontana, oggi più che mai è necessario ricordare quegli avvenimenti, quando le epidemie rubano la vita di migliaia di persone nei paesi poveri dove non esiste un degno sistema sanitario per sradicarle.

( AIN/ Traduzione GM -Granma Int.)

 

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