Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     

C U L T U R A

  L'Avana. 5 Novembre 2014

   

Presentazione del libro“Gramsci dall’Italia al Venezuela”

Oggi, in America Latina e nei Caraibi le popola­zioni lottano per quegli stessi ideali che condivideva Gramsci, per quella Patria Grande per cui molti eroi diedero la vita – nel Venezuela che era diventato epicentro di una rivoluzione abortita nel XIX secolo

Introduzione all'edizione italiana

“Potrebbe sembrare pretenzioso presentare questo libro al pubblico italiano, per via della vasta e specifica bibliografia che accompagna la vita e l'opera di questo gigante della politica italiana. Sono molte le opere che sono state scritte su Antonio Gramsci, e ancora altre ne verranno pubblicate, poiché la sua figura è un esempio lampante nella storia del socialismo, per le sue idee, per la sua pratica politica di costruzione di una società basata sulla logica del lavoro, per la sua integrità fisica e morale durante il periodo di prigionia nella carceri fasciste.

Oggi, in America Latina e nei Caraibi le popolazioni lottano per quegli stessi ideali che condivideva Gramsci, per quella Patria Grande per cui molti eroi diedero la vita – nel Venezuela che era diventato epicentro di una rivoluzione abortita nel XIX secolo. Attualmente, questa parte di continente americano sta sperimentando nuove ondate di fermento politico, nel bel mezzo di una crisi mondiale della logica del capitale.

Quello che da qui osserviamo del continente europeo, è la scomparsa dei gloriosi partiti comunisti e socialisti e l'attecchimento sempre più forte del neoliberismo, sia in Italia che nel resto dei paesi. Di conseguenza, lo Stato Sociale diventa un reperto archeologico che soccombe di fronte ai grandi capitali transnazionali. Attualmente, l'Europa registra alti indici di povertà che generano grandi disuguaglianze sociali, come avviene nei paesi dipendenti dal capitalismo o sottosviluppati.

In Venezuela, invece, stiamo sperimentando un processo di costruzione sociale per una società più giusta, con minori disuguaglianze sociali, con la redistribuzione della ricchezza proveniente dalla rendita petrolifera e con grandi possibilità di partecipazione per la popolazione nella vita comunitaria, così come abbiamo visto durante gli anni di presidenza del Comandante Hugo Chávez. È proprio grazie a lui se stiamo riuscendo a dare forma ad una società diversa, una società socialista, indipendente e sovrana che si fonda sugli ideali di Simón Bolívar, Ezequiel Zamora, Antonio José de Sucre e di tanti altri padri della Patria che hanno combattuto alla fine del XVIII secolo e all'inizio del XIX contro l'impero spagnolo. Ora, stiamo lottando contro un altro impero, quello statunitense.

Per noi Gramsci è una grande fonte di ispirazione poiché è colui che si è battuto per la liberazione dell'Italia dal fascismo, per la costruzione di un partito politico, che purtroppo non esiste più. Quanta acqua è passata sotto i ponti della Repubblica Italiana dopo il processo di liberazione dal dominio fascista e dall'occupazione nazista. Gramsci rimarrà per sempre un simbolo di quella resistenza fatta da esseri umani straordinari che hanno sacrificato la loro vita per la conquista di un ideale.

Il lavoro che presentiamo ai lettori italiani è un contributo sulla figura di Antonio Gramsci che parte dalla trasformazione sociale e rivoluzionaria dell'America Latina e dei Caraibi. La costruzione di una società socialista nel Venezuela attuale non è una idea azzardata, come non lo è ispirarsi, per tale costruzione, alla figura e alle opere del pensatore sardo. Il parallelismo è supportato anche dalla conformazione politica delle forze che sostengono e che lottano per questa trasformazione radicale. Ovviamente non abbiamo dubbi sul fatto che non sarà una impresa semplice, visto che possiamo contare solo sull'appoggio dei settori contadini e cittadini – in Venezuela la popolazione è di circa di 30 milioni di persone e i lavoratori continuano a dipendere dalla rendita petrolifera, ossia da una ricchezza che non ha niente a che a vedere con il processo di produzione vero e proprio.

Tutto ciò genera dei meccanismi propri del capitalismo, come l'individualismo. La costruzione di una società che si fonda sullosfruttamento degli idrocarburi – che rappresenta una grande percentuale delle entrate – ci porterebbe a vivere un paradosso insostenibile, ossia quello di un socialismo rentista.

Passare da un apparato produttivo basato fondamentalmente sulla produzione di idrocarburi, sullo sfruttamento della ricchezza mineraria del settore primario, ad una società industriale, più giusta nella distribuzione delle entrate, richiede quanto meno la presenza di una leadership politica collettiva che riesca ad unire il popolo e le Forze Armate di fronte alla minaccia dell'impero statunitense e ai conflitti interni generati da una opposizione politica che somiglia molto ai politici che dovette affrontare Gramsci.

Questo libro nasce da una esperienza personale dell'autore che ebbe l'onore di accompagnare il Porfessor Giorgio Baratta e altri amici interessati al pensiero e alla figura di Gramsci. Quando l'autore non faceva parte del Governo Chávez, intraprese un viaggio in Italia che gli diede l'opportunità di avvicinarsi, in modo più sistematico, alla vita e all'opera di quest'uomo universale. Il libro, come abbiamo detto, parte da una esperienza molto particolare, quella del processo bolivariano, che purtroppo avverte la mancanza del Comandante Chávez, figura controversa agli occhi dei politici europei che, molto spesso, non riescono a comprendere il contesto storico in cui si sviluppano gli avvenimenti latinoamericani[1]. Il Comandante Chávez partecipò alla rivolta militare del 4 febbraio 1992, scoppiata in seguito all'esplosione popolare del febbraio 1989, quando il popolo venezuelano si ribellò alle misure del Fondo Monetario Internazionale e al governo di Carlos Andrés Pérez che aveva appena iniziato il suo secondo mandato. La repressione statale fu enorme, tanto da far precipitare il paese in un incubo fatto di morti e feriti.

Gramsci non è entrato nel dibattito venezuelano nel 1998, ma tempo prima, quando il Comandante Chávez uscì dal carcere – nel 1994 – e girò il paese in lungo e in largo per la campagna elettorale. La sua popolarità popolarità aumentò in tutti questi anni, facendogli vincere le ennesime elezioni del 7 ottobre del 2012, le ultime alle quale avrebbe partecipato. Infatti, come sappiamo, dopo quel momento subì una nuova dolorosa operazione. Poi è arrivato il momento della sua scomparsa fisica, il 5 marzo 2013. La sua morte portò ad un'altra tornata elettorale, in un paese che ha visto 19 elezioni in meno di 15 anni. La popolazione ha sempre dimostrato fiducia verso il processo bolivariano, nonostante i tentativi di destabilizzazione di una opposizione che non dissimula il suo fascismo creolo sostenuto dagli Stati Uniti. Il gigante del Nord, infatti, non può permettere che il processo bolivariano continui il suo lavoro, e per tale ragione scatena una doppia strategia: da una parte l'isolamento interno, e dall'altra, la destabilizzazione interna.

Il nostro obiettivo è quello di dare sempre più legittimità al governo e al processo bolivariano affinché si riusca a costruire una rivoluzione politica vincolata ad un modello di sviluppo che si regga su nuove relazioni di potere e su un nuovo blocco egemonico alternativo che si faccia carico degli interessi dei settori popolari, dei piccoli produttori della campagna e della città. Inoltre tale processo dovrà garantire la soddisfazione delle necessità di base della popolazione, la difesa della sovranità e l'adozione di strumenti di autogestione produttiva collettiva, la pianificazione democratica in quanto meccanismo che regola le relazioni produttive e l'autonomia del paese di fronte all'internazionalizzazione del sistema capitalista[2].

Il nostro lavoro non ha la pretesa di analizzare in maniera sistematical'influenza del pensiero e dell'opera di Gramsci in Venezuela – così come ha fatto la Fondazione Istituto Gramsci per altri paesi dell'America Latina[3].

In questo libro, infatti, non sono presenti i contributi di autori venezuelani che hanno studiato l'intellettuale sardo. La nostra esperienza deriva molto di più dalla pratica politica adottata per la costruzione del socialismo e dalla figura del Comandante Chávez che abbiamo avuto l'onore di conoscere nel carcere di Yare il 26 marzo del 1993.

Essere stati al fianco del Comandante per tutti questi anni ci ha dato l'opportunità di riprendere in mano gli scritti del “sardo universale”, poiché avevano una importanza enorme per il processo di legittimazione del governo bolivariano e per i settori popolari. Chávez parlò per la prima volta della necessità di una società socialista il 31 gennaio del 2005. Era una convinzione maturata in seguito al colpo di Stato del 2002 e al sabotaggio petrolifero della fine dello stesso anno e dell'inizio del successivo. Furono battaglie durissime che però ci permisero di sconfiggere la relazione di interesse tra l'opposizione interna e l'imperialismo statunitense.

La legittimazione popolare fu completa il 15 dicembre del 2006, quando il Comandante diede vita al Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV). Talepartito ha l'obiettivo di formare quell'intellettuale organico di cui parlava Gramsci, anche se questa non è una condizione sufficiente per la nascita del sistema socialista, ma è comunque un ottimo inizio per la costruzione di una forza politica necessaria. Insieme ad altre forze sociali e politiche, il PSUV è il referente del socialismo in Venezuela.

Queste pagine vorremmo che servissero ai lettori italiani per capire il processo di costruzione di una società basata sulla logica del lavoro che dovrà sostituire l'apparato egemonico del passato, per modificare, una volta per tutte, le relazioni sociali di produzione. Questa è la base per una società che si ispira al pensiero gramsciano.

Un pensatore e un attivista politico come Antonio Gramsci deve essere considerato un interprete dell'epoca in cui ha vissuto, poiché non si può prescindere dalla sua opera se si vuole comprendere lo “spirito del suo tempo”. È bene che anche i più giovani leggano le opere di Gramsci poiché la sua eredità è ancora attuale[4]. L'opera, la vita e l'impegno di Gramsci sono la base attuale per la costruzione di una società nuova, una società socialista.

Prof. Luciano Vasapollo-  Sapienza Università di Roma Delegato del Rettore per le Relazioni  Internazionali con i paesi dell’ALBA.

[1] Chávez per sempre! (Natura Avventura Edizioni. Roma. 2013).

[2] Jorge A. Giordani C., La transizione bolivariana al socialismo.
       (Natura Avventura Edizioni. Roma. 2013). p. 34.

[3] Dora Kanoussi, Giancarlo Schirru e Giuseppe Vacca (Ed), Studi
       gramsciani nel mondo. Gramsci in America Latina. (Societá
       Editrice Il Mulino. Bologna. 2011).

[4] Norberto Bobbio. Teoria generale della politica. (Einaudi. Torino.
      1999). p. 54.
 

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