Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     

C U L T U R A

  L'Avana. 24 Novembre 2014

   

Calle 13 ha dedicato il suo premio Grammy ai 43 studenti scomparsi in Messico

Con i genitori di  César Manuel scomparso a Ayotzinapa e con Sofía vedova di Arturo Hernández. C’è una legge che proibisce di parlare di fatti politici se non si è messicani, ma loro sì che stanotte parleranno”, ha detto Residente.  Foto da twitter.
Con i genitori di  César Manuel scomparso a Ayotzinapa e con Sofía vedova di Arturo Hernández. C’è una legge che proibisce di parlare di fatti politici se non si è messicani, ma loro sì che stanotte parleranno”, ha detto Residente.  Foto da twitter.

E ha dato spazio ai familiari che hanno parlate dal palcoscenico, del loro concerto di sabato 22  in Ayotzinapa, Messico.

Il gruppo musicale Calle 13 ha dedicato il premio Grammy Latino con il quale sono stati premiati giovedì 20, agli studenti scomparsi in Messico.

La dedica è stata pronunciata alla consegna dei premi a Las Vegas, ed ha contrariato gli organizzatori della manifestazione "Ayotzinapa sismo tutti, non possiamo permettere che  questo continui a succedere. Viva il Messico!”, ha gridato René Pérez Joglar, conosciuto con il nome artistico di Residente.

I popolari artisti dei Caraibi di musica urbana latina hanno aperto la cerimonia annuale, mentre alla stessa ora a Città del Messico si svolgeva una manifestazione di protesta.

Il cantante è saltato nello scenario  con una canottiera nera con scritto "Ayotzinapa, ci mancano 43", per introdurre un inatteso sapore politico alla serata di gala annuale  dedicata al meglio della musica latina, che si svolge da 15 anni negli USA, nella quale Calle 13 ha vinto la statuetta per il miglior album di musica urbana (Multiviral).

"Il messaggio sugli scomparsi di Ayotzinapa è responsabilità di qualsiasi artista" ha detto Residente nella conferenza stampa alla fine della serata.

"Mi avevano detto di non parlare di questo, perchè lo sospettavano a quanto pare,  ma credo che sarebbe stata una mancanza di responsabilità”,  ha rivelato il  compositore di 36 anni che non ha rivelato chi ha cercato di impedirglielo.

“La scomparsa dei 43 giovani d’origine indigena che si teme siano stati assassinati per gli indizi dell’investigazione, non può restare impunita ovviamente! Non lo dico perchè sono un politico, ma perchè è un tema di Diritti Umani e nessuno lo dice”, ha dichiarato Residente con la statuetta tra le mani.

Per illustrare il suo atteggiamento ha ricordato che Goya nel periodo oscuro dipingeva la guerra civile spagnola e che tutti gli artisti sono colpiti da questo fatto.

“Anche se sei di Puerto Rico  ne soffri, anche se avviene in Messico, Argentina o Venezuela. Uno lo deve dire e questo è parte del lavoro di un artista secondo me”, ha detto la voce principale del gruppo, che ha cominciato come gruppo rap, ma adesso si dedica alla critica sociale giovanile.

“È stato bello  soprattutto al finale, perchè è un tema che riguarda la sopportazione e questo brindisi per il Messico ha a che vedere con noi che abbiamo sopportato molto, ma non dobbiamo continuare a farlo”, ha spiegato ancora.

Il gruppo ha inserito nel sito ufficiale Twitter un video con una campagna di giovani che brindano con una tequila contro i mali del Messico, come la corruzione e il narcotraffico, annunciando il concerto tenuto sabato 22 in Messico.

Un giornalista gli ha chiesto se non teme rappresaglie e lui ha risposto: “Ma no, ma quali rappresaglie, non ce ne saranno!”.

La  banda Calle 13 si è poi riunita con i familiari dei 43 giovani scomparsi di Ayotzinapa, nello stato messicano di Guerrero, offrendo lo spazio del palcoscenico perchè potessero parlare del caso.

“Stanotte potranno parlare”,  ha detto Residente.

“Tutte le cause sociali sono importanti, ma il caso di Ayotzinapa va al di là della politica, va al di là dei diritti umani.  Va al di là del Messico ed è una cosa più grande, perchè è molto forte, è una disgrazia!”, ha aggiunto René Pérez.

Il mondo reclama: Giustizia per Ayotzinapa!

Nel suo spazio in Instagram, René Pérez (il Residente)  ha pubblicato le foto del suo incontro con alcuni familiari degli studenti scomparsi.

Residente ha spiegato che la legislazione del Messico proibisce di pronunciarsi su temi politici se non sei messicano e per questo ha ceduto lo spazio di familiari degli studenti.

“Gli artisti non sono obbligati a dire cose che non sentono, ma io  sono stato educato così e di fronte ad un’ingiustizia come quella di Ayotzinapa, ho fatto solo quello che dovevo fare”, ha aggiunto  riferendosi al suo discorso nella cerimonia dei Grammy di alcuni giorni fa.

“La messicana che sì ha parlato è stata Lila Downs prima della premiazione dei Grammy, ma non l’hanno passata in televisione...”

Dal 26 settembre in Messico, nel municipio di Ayotzinapa della città di Iguala, stato di Guerrero (sudovest)  sono scomparsi 43 studenti dopo una repressione della polizia e sino ad oggi non si conosce la loro sorte nè dove sono stati portati. (Telesur/ Traduzione GM- Granma Int.)
 

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