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                                    L'Avana. 8 Dicembre 2014

 

Io termino sempre quello che comincio
• Tornerò in Sierra Leone”, ha assicurato il dottor
Félix guarito dall’Ebola

Il medico cubano Félix Báez, infettato dall’Ebola in Sierra Leone mentre assisteva i pazienti e che è guarito a Ginevra, ha espresso la sua decisione di ritornare nel paese africano dove prestava i suoi servizi.

Félix Báez con la  moglie e il figlio maggiore. Foto: Juvenal Balán
Félix Báez con la  moglie e il figlio maggiore. Foto: Juvenal Balán

“Io termino quello che comincio. Io ritorno in Sierra Leone”, ha assicurato.

Báez è tornato a L’Avana sabato 6, in un volo regolare di Air France, ed è stato ricevuto nell’aeroporto José Martí dal ministro di Salute di Cuba, Dr. Roberto Morales e da altre autorità della sanità del paese.

I medici dell’Ospedale Cantonale di Ginevra  (HUG), avevano emesso venerdì 5  un comunicato che dichiara che il medico cubano era liberato dal virus.

“La sua guarigione confermata da esami di laboratorio molto specialistici, permette che il paziente lasci il paese e viaggi senza timore di contagi”, segnala la dichiarazione.

“Sono molto contento d’essere tornato in Patria”, sono state le prime parole di Báez in un contatto con la stampa che lo aspettava nell’aeroporto.

“Grazie a tutti, sono felice d¡’essere qui”, ha aggiunto.

Il medico, specialista in Medicina Interna di 43 anni, indossava una maglietta azzurra con il logo del  HUG, l’ospedale svizzero, ed ha ringraziato “Per la straordinaria attenzione che mi hanno offerto a Ginevra dove sono state applicate misure radicali da un punto di vista clinico che mi hanno permesso di guarire”.

Accompagnato dalla moglie  Vania Ferrer e dal figlio maggiore, Félix Alejandro, il medico ha ringraziato per le attenzioni ricevute dalle autorità in Sierra Leone e a Ginevra che hanno seguito continuamente l’evoluzione della malattia con enorme solidarietà. e l’Organizzazione Mondiale della Salute - OMS - che ha disposto il suo trasferimento nell’ospedale di Ginevra per continuare il trattamento con maggiori attenzioni, dopo che la diagnosi di Ebola era risultata positiva.

“L’assistenza nell’ospedale è stata magnifica, ero sicuro che mi sarei salvato e che sarei tornato”, ha assicurato il medico ed ha aggiunto: “Ho preso un impegno molto grande con la Rivoluzione e non potevo permettermi di non mantenerlo: quello che tutti dobbiamo tornare sani e salvi! Quando sono uscito dall’ospedale, ho avuto l’opportunità di fare una passeggiata per la città di Ginevra con i compagni dell’ambasciata cubana, che mi hanno anche dedicato una poesia”, ha detto, e ha letto emozionato i versi ai giornalisti.

( Traduzione GM - Granma Int.)

 

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