Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5 

     

C u b a

                                    L'Avana. 6 Ottobre 2014

 

La costituzione del primo Comitato Centrale
“Questa è una terra di rivoluzionari”
• Fidel 49 anni fa annunciò la costituzione del Comitato Centrale come organo rappresentativo della società cubana


Pedro Antonio García - Foto: Jorge Oller

Nel 1961, le tre organizzazioni che avevano partecipato attivamente alla caduta della tirannia : il Movimento 26 di Luglio, il Direttivo Rivoluzionario 13 marzo e il Partito Socialista Popolare, come espressione di volontà unitaria, si auto -dissolsero per fondersi con la guida di Fidel nelle Organizzazioni Rivoluzionarie Integrate - ORI - che precedettero l’ulteriore ristrutturazione e costruzione, l’anno dopo, del Partito Unito della Rivoluzione Socialista di Cuba.

Fidel presenta i membri del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, nell’allora  teatro Chaplin, oggi Karl Marx, quando si costituì il Primo Comitato Centrale del Partito.
Fidel presenta i membri del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, nell’allora  teatro Chaplin, oggi Karl Marx, quando si costituì il Primo Comitato Centrale del Partito.

Il 3 ottobre del 1965, in una cerimonia nell’allora teatro Chaplin (oggi Karl Marx), Fidel annunciò la costituzione del primo Comitato Centrale e dei membri che lo formavano.

A questo proposito aveva affermato: “Non c’è episodio eroico nella storia della nostra Patria,  negli ultimi anni, che non sia qui rappresentata. Non c’è sacrificio, non c’è combattimento, non c’è prodezza  militare o civile, eroica o creatrice, che non sia rappresentata.  Non parlo di organizzazioni. Quando parlo di settori parlo di operai, parlo di giovani, parlo di contadini, parlo delle nostre organizzazioni di massa”.

Il leader storico della Rivoluzione aveva informato il popolo che nella prima riunione del Comitato Centrale, il 2 ottobre, sarebbero stati adottati vari accordi tra i quali la ratificazione dei membri del Burò Politico, formato da Raúl, Almeida, il presidente Dorticós, Ramiro Valdés e Guillermo García, la  Segreteria e le Commissioni di Lavoro. Inoltre fu decisa la fusione dei quotidiani Revolución e Hoy in un solo organo ufficiale, “che porterà il nome di Granma, simbolo del nostro concetto rivoluzionario e del nostro cammino”.

Un altro accordo, anche più importante, come sostenne Fidel, si riferiva al nome che doveva avere l’organizzazione rettrice della società cubana.

“Capiamo che siamo giunti al momento in cui, una volta per tutte e per sempre,  deve sparire ogni genere di sfumatura e origine che distingua un rivoluzionario dall’altro, e siamo giunti al punto fortunato della storia del nostro processo rivoluzionario in cui possiamo dire che c’è un solo tipo di rivoluzionario, e dato che è necessario che il nome del nostro Partito dica non quello che eravamo ieri,  ma quello che siamo oggi e quel che saremo domani, qual’è a vostro giudizio il nome che dovrà avere il nostro Partito?” Ascoltando la domanda si udirono applausi ed esclamazioni di “Comunista!” 

Quando il brusio divenne unanime nella sala, Fidel concluse: “Partito Comunista di Cuba”.

Durante il suo intervento il  Comandante in Capo fece riferimento “Ad un’assenza nel nostro Comitato Centrale di qualcuno che ha tutti i meriti e tutte le virtù necessarie al grado o più alto per appartenervi (...) per spiegare questo  leggerò una lettera scritta a macchina personalmente dal compagno Ernesto Guevara,  che si spiega da sola.

Terminata  la lettura del messaggio del Che, Fidel sottolineò: “Quelli che parlano dei rivoluzionari, quelli che considerano i rivoluzionari  come uomini freddi, uomini insensibili o uomini senza cuore, con questa lettera avranno un esempio di tutto il sentimento, di tutta la sensibilità, di tutta la purezza che è racchiusa nell’anima di un rivoluzionario”.

Poi puntualizzo l’impegno della Rivoluzione con il movimento rivoluzionario, al quale chiese di aiutare: “Nella misura delle nostre forze ci assumiamo la responsabilità, le conseguenze e i rischi (...) sino a che esisterà l’imperialismo e sino a quando ci saranno popoli sfruttati e colonizzati, continueremo a correre questi rischi e continueremo ad assumerci tranquillamente queste responsabilità.

Poco prima nel suo intervento aveva avvertito il presidente degli Stati Uniti dell’epoca: “Questa non è solo una terra di cubani, questa è una terra di rivoluzionari!”

( Traduzione GM – Granma Int.)

 

STAMPARE QUESTO MATERIALE


Direttore Generale: Lázaro Barredo Medina / Direttore Editoriale: Gustavo Becerra Estorino
Granma Internacional Digital: http://www.granma.cu/
E-mail informacion@granmai.cip.cu
 

Spagnolo | Inglese | Francese | Portoghese | Tedesco
© Copyright. 1996-2012. Tutti i Diritti Riservati. Granma Internazionale / Digitale. Repubblica di Cuba

Subir