Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5 

     

C u b a

                                    L'Avana. 2 Ottobre 2014

 

Certo, Cristoforo! Si trattava della terra più bella che mai occhi
umani videro…

Lino Luben

Il primo riferimento sull’esistenza di  aborigeni nella provincia di Holguín, a una distanza di circa 900 chilometri da L’Avana, lo diede Cristoforo Colombo nel suo diario, nel 1492, poco dopo il suo arrivo nel Nuovo mondo, al termine di un viaggio azzardato che lo condusse a quello che molti hanno chiamato “la scoperta”, in maniera eufemistica.

Il grande navigante sbarcò a Bariay, probabilmente la mattina presto del 28  ottobre dello stesso anno sulla costa est della Baia con lo stesso nome e lì incontrò case circolari coni tetti a cono di paglia presumibilmente di pescatori che fuggirono dall’ineffabile presenza dei precursori del colonialismo.  

Questo territorio con più di 200 chilometri di coste  nel litorale nord orientale, ricco in flora e fauna, terre fertili e abbondanti  fiumi, accoglieva popolazioni  araucane provenienti dal sudamerica, che aveva viaggiato per l’arco delle Antille e figurava tra i più abitati dell’epoca.

Nonostante la sua importanza storica, dato che era il primo punto  della geografia cubana toccato dalle navi dell’Ammiraglio del  Mare Oceano con la Niña, la Pinta e la Santa María, gli studi  archeologici sui particolari erano tanto limitati prima del 1959 che non esisteva nemmeno una targa per identificare il luogo, attuale municipio Rafael Freyre.

Ci furono professionisti che a titolo personale, come José García y Castañeda e altri, contribuirono alla realizzazione di scavi e scoperte, che formarono collezioni  e aiutarono nella  fondazione di musei e nello studio del patrimonio archeologico.

Per fortuna, gli scavi  archeologici  realizzati dal dottor José Manuel Guarch del Monte (1931-2001) e dai  suoi collaboratori che precedentemente avevano scoperto il villaggio e il cimitero dei tainos di Chorro de Maíta, furono  quelli che permisero di scoprire i resti del villaggio di pescatori che incontrò Colombo nel suo viaggio iniziale.

Guarch del Monte,  tanto appassionato alle investigazioni che lasciò  la capitale e andò ad   Holguín con la famiglia, parlava assiduamente del progetto di costruire  una replica del luogo incontrato allora dagli esploratori.

Oggi è una realtà vicina al museo costruito proprio dove s’incontrarono le prove archeologiche, ed offre una mostra della vita, dei costumi e della forma di sussistenza di quella comunità.

Da allora sono state realizzate nuove scoperte archeologiche come parte di una politica indirizzata a riscattare il patrimonio storico e culturale e potenziare la sua conoscenza, protezione e maneggio adeguato.

Un’altra importante costruzione, nell’estremo più lontano del  parco, vicino alle acque dell’ Atlantico, è il Monumento Commemorativo del Mezzo Millennio dell’Incontro tra le Due Culture.

 Il fatto non si può tralasciare per il suo straordinario significato storico, anche se è stato manipolato dalla barbarie conquistatrice.

Opera dell’artista di Holguín, Caridad Ramos, il monumento rappresenta le rovine  di una costruzione  neoclassica europea,  con la  replica di oggetti elaborati dai nativi e scoperti negli scavi vicini, nel mezzo dell’esuberante natura di Cuba( Traduzione GM - Granma Int.)

 

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