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                                    L'Avana. 28 Gennaio 2015

 

La fiamma immortale della Rivoluzione

Fidel e Raúl sono stati dichiarati Delegati d’Onore al X Congresso dell’Unione dei Giovani  Comunisti, è stato dichiarato nel discorso che ha preceduto la Marcia delle Fiaccole nella capitale.

Lissy Rodríguez / María Carla O'Connor, studentessa di giornalismo
- Foto: Yander Zamora

Nella notte del 27 gennaio, l’oscurità è stata inghiottita dalla fiamma di dieci fiaccole gigantesche sorrette da dieci atleti cubani e dalla luce della costellazione formata da Cinque Stelle che hanno brillato insieme nel firmamento di fuoco di calle San Lázaro.

La Marcia delle Fiaccole non poteva essere diversa, perchè il 62º anniversario della nascita del più universale dei cubani ha ricordato anche il 70º anniversario dell’ingresso all’Università de L’Avana del leader storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro.

Hanno accompagnato la gioventù cubana José Ramón Machado Ventura, secondo segretario del Comitato Centrale del Partito e vicepresidente dei consigli di Stato e dei ministri; Miguel Díaz-Canel Bermúdez, membro del Burò Politico del Partito e primo vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri; il Comandante della Rivoluzione  Ramiro Valdés Menéndez, membro del Burò Politico del Partito e vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri; Mercedes López Acea, membro del Burò Politico del Partito, vicepresidentessa del Consiglio di Stato e prima segretaria del Partito nella capitale; José Ramón Balaguer Cabrera, membro della Segreteria del Comitato Centrale del Partito che, con  Machado Ventura e Ramiró Valdés, fu protagonista della prima Marcia delle Fiaccole.

Ugualmente erano presenti i nostri Eroi, Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, con i loro familiari.

L’Unione dei Giovani Comunista ha scelto questo momento solenne per assegnare la condizione di delegati d’onore al suo X Congresso a coloro che sono stati la guida della gioventù in questi anni di lotta: il leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro, il Generale d’Esercito  Raúl Castro e il Comandante José Ramón Machado Ventura.

Yosvani Montano Garrido, presidente nazionale della Federazione Studentesca Universitaria (FEU), ha detto prima dell’inizio della Marcia, che i giovani avrebbero sfilato con l’allegria della vittoria, frutto della perseveranza, la decisione e la fermezza di un popolo che ha fatto sua la promessa di Fidel, con migliaia di uomini e donne di buona volontà nel mondo, e ha reso possibile il ritorno a casa dei Cinque.

Il presidente della FEU ha risaltato l’impegno di essere conseguenti con il recente messaggio di Fidel all’organizzazione, indicando che i giovani devono essere eredi del suo spirito di lotta. Ugualmente ha richiamato a preservare il Martí senza tempo che è sempre vivo nel pensiero delle nuove generazioni di cubani.

“Arde la Patria nel mio petto”, è stata la parola d’ordine con la quale migliaia di studenti e professori hanno sfilato, scortati da 70 bandiere: l’insegna nazionale, quella della gioventù comunista e quelle delle organizzazioni studentesche, da calle San Lázaro alla Fragua Martiana con l’impeto e l’allegria d’essere protagonisti di una tradizione che è raccolta tra le gloriose pagine della storia cubana.

A 65 anni, da quando i giovani della Generazione del Centenario riempirono le strade de L’Avana per festeggiare il centenario della nascita di José Martí e lasciarono impressa la rotta storica dalla maestosa collina universitaria sino alla Fragua Martiana, si sono sentite le parole di ringraziamento dei giovani per coloro che mesi dopo, nello stesso 1953, assaltarono le caserme Moncada e Carlos Manuel de Céspedes.

L’euforia delle Fiaccole 

L’euforia dei giovani in marcia ha riempito tutta la calle San Labaro.

Gli studenti delle distinte facoltà e università, con gli insegnanti hanno gridato insieme le parole d’ordine e gli slogan.

Alcuni hanno condiviso con Granma i sentimenti a fior di pelle, come i rappresentanti della Facoltà di Comunicazione dell’Università de L’Avana.

Davanti al gruppo di studenti, Max Barbosa, iscritto al quinto anno della facoltà di giornalismo, ha dichiarato a voce ben alta: “Se c’è qualcuno che emerita questi omaggi qui  e in qualsiasi parte del mondo è José Martí. Per questo sono qui e sono molto orgoglioso di essere cubano e martiano.

Rita Cambara, anche lei studentessa di giornalismo, ha detto: “Questa è la mia prima volta in questa Marcia delle Fiaccole e sono doppiamente contenta d’essere qui, prima di tutto perchè  ci sono René, Antonio, Gerardo e Fernando, e poi  perchè sto riportando questo fatto storico per il settimanale  Trabajadores”. ( Traduzione GM - Granma Int.)


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