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                                    L'Avana. 21 Novembre 2014

 

Cuba protegge  l'infanzia

Intervista con la rappresentante della UNICEF, Anna Lucia D’Emilio

Yenia Silva Correa

Anna Lucia D’Emilio: I media di comunicazione hanno un ruolo molto importante nella promozione dei diritti, ha detto  Anna Lucia D’Emilio.
Anna Lucia D’Emilio: I media di comunicazione hanno un ruolo molto importante nella promozione dei diritti, ha detto  Anna Lucia D’Emilio.

LA Convenzione su Diritti del Bambino  (CDN) compie 25 anni il 20 novembre. Grazie all'applicazione di questo strumento internazionale a favore dell'infanzia, è innegabile che c'è stato un cambio di paradigma nella visione sociale verso i piccoli e gli adolescenti.
A proposito delle conquiste di questo primo quarto e di quello che resta da fare, Granma Internacional ha conversato con Anna Lucia D’Emilio, rappresentante del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (Unicef) in Cuba.
 
- Che importanza concede la UNICEF  alla CDN?
 
Per noi è ben importante perchè raccoglie in un solo strumento tutto quello che riguarda i diritti della bambina e del bambino e degli adolescenti.
Ê un cambio totale di paradigma. Prima i bambini erano oggetto di carità. Li si doveva proteggere perchè  erano fragili. Con l'entrata della CDN il bambino è divenuto un soggetto di diritto. E inoltre definisce l'infanzia come uno spazio distinto dall'età dell'adulto, che merita un trattamento speciale. 
La Convenzione non si ferma alle medie nazionali, ma mira ai diritti del bambino sino all'ultimo luogo. I suoi principi sono quelli della non discriminazione, dell'interesse superiore del bambino.
Questo strumento obbliga tutti gli Stati che la ratificano a mettersi in linea con chi ha ratificato questo strumento e a fare le modifiche corrispondenti nei loro paesi.
E in più riconosce il ruolo dello Stato come garante principale dei diritti del bambino. 
 
- Quali sono state le conquiste e le sfide in questi anni ?
 
Si deve riconoscere che i paesi hanno cominciato a ratificarla.
In questo momento la CDN è lo strumento internazionale con più ratificazioni nel mondo.
In America Latina specialmente ha ispirato cambi legislativi importanti. In questo i paesi del mondo intero avanzano e sono ancora in questo processo. Sono stati creato codici   integrali di protezione, difensori, sono stati fatti piani  nazionali d'azione.
Indubbiamente ci sono bambini e bambine i cui diritti non sono completamente garantiti, e questo accade sia nei paesi poveri che in quelli ricchi
UNICEF ha appena presentato uno studio con dati relativi alla situazione delle privazioni dei diritti del bambino che si soffrono nei paesi ricchi.
Dal 1990 al 2013 il tasso di mortalità dei minori di cinque anni si è ridotto quasi alla metà. In America Latina e nei Caraibi si è ridotto del 67%.
Nel mondo ci sono 58 milioni di bambini che dovrebbero frequentare la scuola elementare, ma non ci vanno e questo non è prioritario nella Convenzione.
Una cosa preoccupante sono i registri civili delle nascite. Ci sono bambini che non sono registrati e non parliamo di paesi poveri.
 
- Come valuta la UNICEF il lavoro di Cuba a favore dell’infanzia e dell’adolescenza ?
 
Cuba è stata uno dei primi paesi a formare la Convenzione.  Qui si è partiti da situazioni migliori per educazione e salute, se la paragoniamo con altri paesi.
Il tasso di mortalità dei bambini con meno di cinque anni nel 1990 era del 13% in Cuba e in America Latina era molto più alto.
Nel 2013 in Cuba è sceso al 5,7% e attualmente la trasmissione verticale del VIH – SIDA madre-figlio è completamente sotto controllo.
 
- Quali sono i proegetti della UNICEF in Cuba?
 
Sviluppiamo un nuovo ciclo di operazione con il Governo di Cuba(2014 – 2018) e abbiamo grandi ambiti d lavoro in  educazione, salute e nutrizione, cultura dei diritti, protezione e partecipazione degli adolescenti.  In materia d’educazione appoggiamo i programma “Educa tuo figlio” e lavoriamo all’inclusione del bambino con handicap e alla prevenzione dei disastri.
Collaboriamo con le autorità nei settori della salute,  la nutrizione, la promozione dell’allattamento materno, l’igiene e la nutrizione contro l’anemia. 
Nella componente della cultura del diritto di protezione e  partecipazione, lavoriamo alla protezione contro la violenza,  la promozione della partecipazione degli adolescenti, in un progetto interessante dell’Ufficio dello Storiografo.
UNICEF ha un ufficio a L’Avana dal 1992 e ambasciatori di buona volontà che ci aiutano a trasmetter messaggi attraverso l’arte, come attualmente fanno  Hernán López-Nussa, X Alfonso, Raúl Paz, Liuva María Hevia, Liz Alfonso y La Colmenita.
- Desidera segnalare altro?
Sì: il ruolo importantissimo della stampa di fronte ai cambi importanti nella popolazione. I diritti del bambini non sono  solo compito dello Stato, ma una responsabilità di tutti, delle famiglie...  Aiutare a implementare le leggi vuol dire democratizzare, se vogliamo una cultura di diritto che faccia che lì dove c’è un bambino maltrattato, anche se da un suo genitore, si abbia la forza di dire “Questo non si fa!”, e in questo la stampa è una grande alleata.

 

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