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                                    L'Avana. 1 Ottobre 2014

 

Lottare è inerente al nostro tempo
• La Marcia Studentesca e Giovanile i Pini Nuovi  contro il Terrorismo, che dal Capo di San Antonio alla Punta di Maisí ha unito migliaia di giovani, ha condannato il terrorismo, reclamato la liberazione di  Gerardo, Ramón e Antonio, ed è divenuta un  canto d’amore per la vita e la pace.

Yuniel Labacena Romero

Quel che abbiamo vissuto ieri in tutta Cuba è un’eloquente espressione del profondo senso di giustizia e patriottismo delle nuove generazioni, fedeli continuatrici del legato storico della loro Patria.

La Marcia Studentesca e Giovanile dei Pini Nuovi  contro il Terrorismo, che dal Capo di San Antonio alla Punta di Maisí ha unito migliaia di giovani, ha condannato il terrorismo, reclamato la liberazione di  Gerardo, Ramón e Antonio, è divenuta un  canto d’amore per la vita e la pace.

A L’Avana è stato difficile giungere sino alla Scalinata dell’Università, perchè tutte le strade attorno erano affollate di membri delle organizzazioni dei Pionieri José Martí, della Federazione degli Studenti Medi e degli Universitari, oltre che di giovani lavoratori e di combattenti.

La marcia è cominciata alle quattro e prima ha parlato  Irma González Salanueva, figlia di  René, uno dei Cinque, che ha invitato a marciare per una pace giusta e piena per tutti, ed ha reso omaggio a Rafael Trejo, a Mella, a José Antonio, ai Martiri di Humboldt 7,  che dalla stessa scalinata contribuirono al sogno di una Cuba libera.

Ed ha ricordato  Martí, che a soli 16 anni fu condannato ai lavori forzati nell’attuale Fragua Martiana, dov’è passata la marea di giovani.

Irma Gonzalez ha chiamato a lottare per questa libertà negata per 13 anni a suo padre e a Fernando e chi sa per quanto ancora a Gerardo, Ramón e Antonio.

“Questa ingiustizia ha privato i giovani di queste cinque famiglie di sorrisi e tappe irrecuperabili”, ha detto, ed ha citato anche le migliaia di palestinesi e l’indipendentista di Puerto Rico, Oscar López, per il quale si reclama la libertà.

La marcia è stata aperta da cinque bandiere gigantesche: l’insegna nazionale, quella della UJC e quelle di ognuna delle organizzazioni studentesche, oltre che dalle foto di 138 vittime del terrorismo di Stato contro Cuba,  ed è giunta alla Tribuna Antimperialista José Martí, dove un gruppo di artisti ha cantato per Fidel,  per i Cinque, per la pace,  la felicità e perchè regni sempre la speranza.

Sul palcoscenico della  Tribuna Antimperialista c’erano i bambini della Colmenita che hanno interpretato “Venga la esperanza” e “Di que no”. Poi la solista Rosario Barrizonte,  come il cantautore  Adrián Berazaín, i repentisti Héctor Gutiérrez e Aramís Padilla, il musicista  Andy Rubal, e il coro dell’ Accademia Nazionale di Canto Mariana de Gonitch, e ha chiuso  David Blanco.

Sono stati più di 50.000 studenti e giovani che hanno fatto storia in un percorso di circa due chilometri.  

Migliaia di cartelli hanno reclamato giustizia, libertà per i Cinque, ed hanno condannato il terrorismo e le guerre imperialiste, ratificando che lottare non è un’opzione: lottare è inerente al nostro tempo, come ha sostenuto Irma.

Sfilate simili si sono svolte nelle principali città dell’Isola dove i giovani cubani hanno dimostrato  nuovamente che è sulle loro spalle che riposa la continuità della Rivoluzione. (Frammento JR / Traduzione GM - Granma Int.)
 

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