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                                    L'Avana. 19 Ottobre 2014

 

Un ALBA per proteggere dall’oscuro  panorama dell’Ebola
• È a Cuba la direttrice generale dell’Organizzazione Panamericana della Salute per il Vertice che inizierà domani

Juana Carrasco Martín

La lotta dev’essere collettiva. Non è in pericolo un solo paese, nè una sola regione.

Domani lunedì 20 , a L’Avana si dispone una risposta per la regione dell’America Latina e dei Caraibi, quando si riunirà il Vertice straordinario dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America -Trattato di Commercio dei Popoli  (Alba-TCP), con l’obiettivo di accordare misure di sicurezza che impediscano la propagazione del virus dell’Ebola.  

La prima autorità arrivata a L’Avana per questo Vertice, che è stato proposto dal presidente venezuelano Nicolás Maduro e da vari paesi dell’area, è stata la Dott. Carissa F. Etienne, direttrice generale dell’Organizzazione Panamericana della Salute (OPS), e questo conferma l’importanza che questo organismo assegna alla lotta contro l’Ebola e agli accordi dei paesi della regione per affrontare l’epidemia.

La Dott. Etienne, che al suo arrivo nell’aeroporto internazionale José Martí è stata ricevuta dal vice ministro degli Esteri Abelardo Moreno, e dalla vice ministra di Salute, Marcia Cobas, ha dichiarato ala stampa che è un privilegio stare a L’Avana per partecipare al Vertice con i paesi dell’ALBA e condividere con i presidenti e i governi la cooperazione tecnica, per assicurare ai paesi una buona preparazione nella possibilità che s’incontri qualche caso di Ebola.

Poi si è riferita al lavoro congiunto,  alla solidarietà per migliorare la risposta di fronte alla malattia.

Nell’incontro con la stampa ha parlato delle aspettative della OPS a proposito del Vertice di domani, lunedì 20, sottolineato che spera che si giunga a degli accordi, per il caso in cui si presentassero dei casi di Ebola nella regione.

Inoltre ha detto che la OPS stabilirà un dialogo con i paesi membri dell’ALBA-TCP sul lavoro già realizzato  e si continuerà a realizzare, sottolineando che la cosa migliore che si può fare è la prevenzione.

“Siamo qui per conversare con i capi di Stato ed anche su quello che sta facendo Cuba, un piccolo paese, per affrontare l’Ebola, e in questo è un esempio”, ha affermato la dottoressa Etienne, segnalando che si è appreso molto su quello che è accaduto in Africa Occidentale e negli Stati Uniti, cioè che nessun paese è del tutto preparato, al cento per cento, per cui è necessaria la preparazione di tutti i lavoratori, negli ospedali, nei punti di frontiera, aeroporti e porti e anche per chi è incaricato di seppellire i morti.  

Ugualmente dobbiamo incrementare la capacità di risposta del settore della salute, di coloro che devono trattare i casi e visitare le famiglie nella comunità. Una cosa importante è la preparazione”, ha affermato. Stiamo elaborando un addestramento di forma generale per tutto il personale degli ospedali”,  ha aggiunto.

“Va identificato il personale clinico che lavora con i pazienti per assicurarsi che riceva un addestramento continuato e intensivo”.

“Un fattore importante è l’abilità di comunicare: la chiamiamo comunicazione di rischio”,  ha detto, ed ha spiegato che nella popolazione in generale si crea uno stato di ansietà ed è necessario offrire informazioni alla popolazione, si deve essere onesti e sinceri ed offrire speranza. Il nostro obiettivo nelle Americhe è assicurarci di scoprire il primo caso il più rapidamente possibile, necessitiamo attenzione e trattamento continuati e dobbiamo prendere le misure necessarie e prevenire la trasmissione agli altri abitanti del paese.

Questo è l’obiettivo”, ha segnalato. e in questo cammino si possono commettere errori, ma il nostro obiettivo è che non si commettano errori”.

Terminando il suo dialogo con la stampa, la direttrice generale della OPS ha sottolineato che voleva approfittare dell’ opportunità per fare i  suoi complimenti a Cuba per la risposta positiva che ha dato per mitigare questa tragedia che sta avvenendo in Africa occidentale.

“La risposta del governo cubano al richiamo della dottoressa  Margaret Chan è stata molto positiva. Questo è uno dei pochi paesi che il mondo rispetta, a parte gli Stati Uniti, e che ha contribuito a questa situazione”.

“Quando ci sono migliaia di persone malate, quello che serve è l’assistenza medica per queste persone”, ha detto la massima autorità della OPS nell’emisfero, “ma i lavoratori della salute dell’Africa Occidentale  sono morti. Più di 200 sono morti su 400 infettati e si sono debilitati i servizi di salute di questi paesi, che presentano una grande necessità di persone che  vadano ad assistere”, ha dichiarato.

“Per questo la cooperazione di Cuba è molto importante  ed anche molto significativa”, ha segnalato  la dottoressa Carissa F. Etienne.

Parteciperanno a questo Vertice dell’ALBA-TCP, capi di Stato e di Governo o i loro rappresentanti i al più alto livello  dei paesi membri (Venezuela, Cuba, Bolivia, Nicaragua, Ecuador, Antigua y Barbuda,

 Dominica, San Vicente y las Granadinas), e come invitati Haiti, St. Kitts y Neves y Granada oltre alla  ONU, l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e l’Organizzazione Panamericana della Salute (OPS).

Oggi continueranno a giungere a L’Avana le autorità dei paesi membri dell’ALBA-TCP e gli invitati.

(Traduzione Gm - Granma int.)

 

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